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araihc

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sono di volta in volta il bianco e il nero, il giorno e la notte, la tristezza e l'allegria, la forza e la debolezza, il tramonto e l'alba. sono fredda, sono timida, sono rassegnata, impaurita. sono dolce, determinata, affettuosa, ribelle. sono tutto e niente. peccato, sia il niente che il tutto annullano

amo

* ... Sono lei, è la mia scelta ... *

- PaRoLe A cAsO -
August 27

Tempo d'Estate..!

 
Se fossi qui con questa luna
Sarebbe meglio e tu lo sai
Non si può sempre aver fortuna
ma io non l'ho avuta mai
 
N-ON T-ISCO-RDAR MAA-I DI MEUEUEUE
D-ELLA PI-U' INC-ANTE-VOLE STOR-IAIA
LI-ETO FINE
 
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ranza
barcellona 1
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Disequilibrati
Squilibrati
Ma in perfetto equilibrio
 
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barcellona2
barcellona3
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Soffro nel
vederti infrangere
i principi sui quali era
salda un’esemplare dignità.

Condizione
inammissibile,
la discutibile urgenza
per cui è indispensabile
uniformarsi alla media.

Si dice che ad ogni rinuncia
corrisponda una contropartita
considerevole, ma l’eccezione alla regola
insidia la norma.

Se è vero che ad ogni rinuncia
corrisponde una contropartita
considerevole, privarsi dell’anima comporterebbe
una lauta ricompensa.
 
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barcellona4
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Segoni segugi e... sotterfugi
 
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giunga1
 giunga2
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Siete spaventati? E' giusto esserlo.
Ora la nebbia si dirada e vedete il liquido che si è depositato, limpido senno vitale, ora avete paura perché sapete che ogni integrità e nitore può nascere dal nero e dal velenoso, e lì ritornare, la vita cercherà di cambiarvi, scuote forte l’ampolla e vi spinge uno contro l’altro, luccioline, e dovrete lottare perché la vostra amicizia e la ricchezza e fratellanza non si disperdano, perché la fiala resti trasparente, imparate dal dolore, non temete che vi abbracci e vi contagi, portate questo senno ad Elianto e ditegli che la luna verrà a visitarlo ogni volta che vorrà, ditegli di continuare a sognare, ditegli di resistere. Che non dimentichi nessuna delle storie che ha inventato, dei personaggi che ritaglia nella mia ombra, delle città che vede in delirio, dei mostri e dei prodigi, tutto ciò che è stato mortificato è risorto, e ora traspare luminoso non per andare in paradiso, ma per restare qui tra noi, qui in poche gocce è il miracolo, sul barcollante pianeta, tutti e otto i mondi dentro una camera e su quel muro, e nello sguardo di Elianto e nei labirinti del suo male, e tutto ciò che hai immaginato un giorno ti guarirà e tutto ciò che è vero un giorno ti apparirà, ve lo spero prometto e giuro in nome di Ermete Trismegisto e del grande King Misclot e della buonanima di mio marito Talete e della legge pluriversale che ci unisce in questo paese di morti, delle teorie di Noon dal suo letto di contenzione, dell’amore tra gli umani e gli alati e della battaglia che Elianto dovrà sostenere, e per la quale io misi a frutto tutti i miei ricordi, tutti i miei dolori, tutta la mia semplice arte.
 
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  giunga3
July 27

Piccolo Delirio Notturno

 
Lo so, sono imperdonabile.
Ormai è quasi un mese che non aggiorno più.
Sto trascurando il blog.
Perchè?
 
Mah, fondamentalmente perchè ho vissuto delle settimane molto piene.
E' vero, mi sono sbattuta tra le solite mille cose: lavoro, studio, amici, compere e preparativi per le vacanze. Eppure, tempo di aggiornare ne avrei avuto eccome.
Perchè non l'ho fatto quindi? Oggi scherzando ho detto che il problema è la mancanza di stimoli. Niente di più falso.
 
La verità è che per me la scrittura è una forma d'arte, e l'arte purtroppo nasce dalla sofferenza. Una delle mie cantanti preferite, molto tempo fa, disse che tutte le sue canzoni erano estremamente tristi perchè non riusciva a scrivere nulla quando era di buon umore. Non è un luogo comune. Forse è perchè abbiamo molti più termini per descrivere la malinconia. Forse ci frustra il non saper rendere a parole la gioia. Soprattutto il non riuscire a renderla con la stessa intensità. Forse, molto più semplicemente, quando si è felici ci si limita a vivere e ci si immerge un po' meno nelle più cupe riflessioni.
 
Stavolta però, mi sono un po' forzata a lasciare una piccola traccia. Domani finalmente parto, e starò via quasi un mese.. meglio farmi sentire, sennò qualcuno potrebbe anche allarmarsi e chiamare la polizia!
 
E ora un po' di gossip:
1) Domani parto con 4 amici (?!)
2) Destinazione: Barcellona!
3) Periodo di permanenza: 10 giorni tondi tondi
4) Giorno del rientro: esattamente il 6 agosto (per i più distratti, si tratta del giorno del mio compleanno!)
5) Meta successiva: Giungatelle, paesino in provincia di Salerno (credo)
6) Andiamo in aereo? Ma certo che no! Abbiamo deciso di spararci 10 fantastiche ore di treno!
7) Partiamo qualche giorno dopo? Ma certo che no! Correremo come disperati da Malpensa a Centrale per riuscire a prendere sto benedetto treno al volo
8) Mi accompagna lo stesso gruppetto di sventurati Barcellonesi? Ma certo che no! Ne perderemo uno per strada
9) Ci divertiremo? Ma certo che no! Ops.. ehm.. chissà! Però mi sento quasi di dire: Ma certo che sì!
 
Vi aspettavate un altro tipo di gossip eh birichini..?
E invece.. nada!
Ne riparleremo, forse, a settembre.
Buone vacanze a tout le monde!
 
 
 

 
<<Di te mi piace persino trovare i tuoi capelli rossi sparsi per casa perchè sono una traccia della tua presenza nella mia vita>>
June 30

'Orcatroia!


Quale inizio migliore per un post o una conversazione?!

Oggi è il gran giorno. Io Andre e Giada partiamo per Torino.
(In realtà, come si può intuire, il termine "oggi" è usato a sproposito perchè sto parlando della nostra gita fuori porta di mercoledì 25.. ma nella finzione letteraria tutto è concesso no?)
Sei ore di lavoro al centro estivo, giusto per spomparmi un po'.
Doccia veloce, scelta dei vestiti e delle scarpe (ahinoi!), borsa pronta e VIA, si parte!
Primo punto dolente: il treno per Torino non ha l'aria condizionata.
Secondo punto dolente: è l'interregionale sì economico, ma che fa tutte le fermate. Ore di viaggio previste: due.
Terzo punto dolente: il tizio seduto davanti a noi ha non UNA ma ben DUE gigantesche focacce.. e per di più ALLA CIPOLLA. Tra l'altro è l'unico essere umano di sesso maschile che mastica ogni boccone almeno
200 volte prima di mandarlo giù.

Comunque, in un modo o nell'altro, riusciamo ad arrivare sani e salvi a Torino. Ma sudati. Molto sudati. <<Che ore sono?>> <<Le 6 e mezza>> <<E a che ora parte la navetta per Venaria?>> <<Alle 6 e 35>> <<Sti cazzi!! Corriiiii!!>>

Ovviamente la perdiamo. Poco male, proprio da quelle parti passa anche l'11. Che è pure più economico. Quando saliamo capiamo il perchè: invece che raggiungere direttamente Venaria attraversa tutta la città
e giunge infine alla reggia dopo 38 simpatiche fermate. Tempo di percorrenza: 45 minuti.
E così, si fanno in un battibaleno le 19,32. In realtà in un battibaleno mica tanto, psicologicamente credo sia stato uno dei viaggi più lunghi ed estenuanti della mia vita. Scendiamo dall'autobus e iniziamo a correre. 

<<Se il concerto è iniziato puntuale L'Aura sta cantando da due minuti>>.
Sappiamo benissimo che le parole "concerto" e "puntuale" non vanno molto d'accordo, per fortuna, però nel dubbio corriamo come se fossimo inseguiti da un branco di bufali. I bufali, in realtà, ce li
mangeremmo volentieri a questo punto della serata. La fame inizia a farsi sentire e il lunghissimo vialone pedonale che separa la fermata dalla reggia, ovviamente, è zeppo di bar, ristoranti, negozi di alimentari, chioschetti, caramellai. E noi, ovviamente, non possiamo fermarci. Dopo un'eternità, raggiungiamo finalmente la villa. Le 8 meno un quarto. Forse ce l'abbiamo fatta!
<<Scusi,>> chiediamo al punto informazioni <<dov'è il concerto? E soprattutto, quando inizia??>>
<<Tranquilli, inizia alle 8. Comunque girate a destra, poi a sinistra, fate altri 500 metri e siete arrivati>>
Impallidiamo. Io sento che se faccio un solo altro passo svengo.
<<Ma laggiù si può acquistare del cibo?>>
<<No>>
(AUTOCENSURA)

Dopo aver respirato a fondo, decidiamo di prenderci una focaccia calda poco più in là, prima di iniziare l'ultimissima parte del tour de force. Il tizio del bar è l'unico essere umano nei paraggi che riesce
nella difficile impresa di essere più sudato di noi. Si toglie il sudore dalla fronte con la stessa mano che gli servirà per prendere le nostre focacce. Le mette a scaldare. Giada si avvia perchè con i suoi tacchetti è la più lenta. Io e Andre scalpitiamo. Le 8 meno 10. <<Ce le tiri fuori?? Le mangiamo così>>. E parte una dissertazione sulla temperatura ideale del cibo e su quanto faccia male mangiare roba fredda.

Quand'ecco che, improvvisamente... squilla il telefono.
<<Andre, qui si sente L'Aura che sta cantando Cos'è!!>>
<<PORCO ***>>
ci facciamo ridare le piadine (che sono incandescenti), corriamo a perdifiato, raggiungiamo e superiamo Giada, continuiamo a correre e correre e correre. Parte la seconda canzone. Life on mars. I cancelli
sono ancora lontani. Poi, però, un tarlo s'insinua nelle nostre menti. E se fossero le prove??? L'Aura sta amabilmente chiacchierando coi fonici. Sì, devono essere le prove!! Raggiungiamo i cancelli senza ormai un briciolo di fiato. Un omone gigante ci si para davanti. <<Scusi, stanno facendo il check?!>> <<Che??>> <<Il check, stanno facendo il check??>> <<Le prove!>> <<Eh sì, son le prove queste??>> <<Sì>> <<DIO ESISTE!!>>

Ovviamente, poco più in là scopriamo l'esistenza di un ricco buffet (ormai ai concerti di L'Aura ci perseguita..) ma pazienza, quella corsa a rotta di collo per le emozioni che ci ha dato è valsa da sola il prezzo del biglietto (e anche molte vesciche)

In realtà sul concerto in sè e per sè non c'è molto da dire. E non prendetemi alla lettera. Ci sarebbe TROPPO da dire, e questo troppo non è traducibile a parole. L'Aura è stata meravigliosa. Finalmente si sentiva bene, finalmente la band sembrava divertirsi davvero, finalmente gli strumenti non soffocavano la sua voce. Nel sito aveva annunciato di aver imparato nuovi giochetti vocali, e finalmente abbiamo potuto goderne. Peccato solo che non abbia fatto Piove. Anche se probabilmente, se l'avesse fatta, sarei morta sul colpo. Grazie L'Aura allora per avermi lasciata in vita! E poi Alanis.. beh, purtroppo è un'artista che conosco fin troppo poco e che avrei preferito apprezzare in versione acustica. Ha una carica straordinaria, emana un'energia che attrae il suo pubblico verso di lei. Non si riusciva a stare fermi sulle sedie. Non potevamo rimanere in dodicesima fila. A metà concerto eravamo seduti per terra in quarta fila, dopo i bis il pubblico si è compattato tutto in piedi sotto al palco. Lei sorrideva, non sembrava per niente turbata dalla cosa. Quelli della security un po' di più, dato che in teoria non si poteva neppure fumare in quello spazio. Alla fine eravamo tutti in mezzo metro quadrato o addirittura in piedi sulle sedie, con sigarette accese e videocamere spianate. Si potevano scattare delle foto aeree della progressione della serata e intitolare la sequenza "Il popolo narcotizzato va finalmente verso la rivoluzione".

L'ultima cosa degna di nota, prima di concludere finalmente questo post lunghissimo ed estenuante, è sicuramente l'incontro con L'Aura. Adoro incontrarla, adoro parlarle. Adoro anche il suo chitarrista, che ho scoperto essere molto simpatico. Adoro sedere a un tavolino con lei, con una birra davanti e una decina di persone intorno. Oggi finalmente ce la siamo vissuta in maniera diversa. Un po' come ai vecchi tempi. E siamo felicissimi che sia andata così! 'Orcatroia!!


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June 22

MONOLOGHIAMO

 

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Allora? Cosa ne pensate?? È un personaggio geniale, non trovate? Una guida turistica cieca… lasciatemi assaporare questa mia meravigliosa idea ancora per un po’…
Vi piace?! Sì beh, forse manca ancora qualcosa… Manca.. manca un FINALE!
Ma manca sempre un finale, dopotutto, anche nella realtà.
Lasciate che vi racconti una storia. È la cosa che so fare meglio… Però di solito uso l’immaginazione, invento deliranti capriole per i miei personaggi. Stavolta invece voglio raccontarvi una storia vera. La mia.
Vedete questa sigaretta? No? Beh, neanch'io, ma non importa. Moltissimi anni fa, tornando da un viaggio, decisi che doveva essere l’ultima. Non chiedetemi perché, sono follie da scrittrice, noi artisti siamo tutti un po’… un po’ così, ecco!
Questa sigaretta, l’ultima della mia vita, non l’ho mai fumata. È difficile scegliere il momento in cui fumare l’ultima sigaretta. Dev’essere un attimo speciale, no? Dev’essere tutto perfetto… e così, non ho fatto altro che attendere, attendere che il mondo si adeguasse al mio paesaggio interiore. La fumo oggi? Mannò, piove… e ieri? Ieri faceva troppo caldo. E l’altro ieri mi sentivo troppo sola, e due giorni fa avevo tutte quelle persone intorno ad annoiarmi coi loro discorsi… e tre, quattro, cinque, sette giorni fa…. Ma non è MAI il momento giusto, sapete?
E chissà, magari quando il finale arriverà davvero e non sarò io a deciderlo, quando si compirà il mio destino, avrò ancora questa sigaretta con me, intatta. Mi sarò persa qualcosa?
Sicuramente sì, ma dopotutto avrò deciso io di vivere così, non trovate?
 
June 17

Piove sui tetti argentati, piove malinconia

   

 

Piove. Però ci sto gran dentro in questo periodo.

Sì ok, sono meteoropatica come sempre. A volte mi ammoscio improvvisamente e per niente. Mi sgonfio come un palloncino a elio il suo secondo giorno di vita. Mi metto a letto e ci sto tutto il pomeriggio, come oggi. Oppure mi trascino per casa cercando di trovare la forza di volontà che mi serve per mettermi a studiare. Ehi, non prendetemi per un'ameboide però! Mi succede solo a volte.

Nonostante il grigiore, devo ammettere che è un gran bel periodo. Ho ritrovato i fiori, sia reali che metaforici. Fiori per Monica e fiori per me. Anche se non ho ancora ben capito se sono una gerbera arancione o una calla bianca.

E' un periodo di piccole grandi sfighe, questo. Ma non ridevo così da mesi e mesi. Proprio la pioggia in questi giorni ci ha fatto fare grasse, grassissime risate. Una macchina, quattro amici, un pensiero martellante in testa e il censimento delle gocce di pioggia ad accompagnarci. Purtroppo non abbiamo raggiunto il numero legale per procedere col referendum. Peccato!

<<Cos'è che fa male quando la Rhobbia si fa vocazione>>
si chiede L'Aura. E anche noi. Com'è possibile che degli esseri umani che parlano la stessa lingua, hanno più o meno la stessa età e gli stessi interessi si possano fraintendere così?! E' una cosa che non mi spiego.
Ci sono momenti che il mio desiderio di fare ricerca sul funzionamento del cervello umano si rinnova. E' troppo troppo troppo affascinante come argomento! O forse, molto più semplicemente, a volte la pigrizia si frappone tra noi e l'andare a fondo. Ma in alcuni casi basterebbe semplicemente saper leggere.

Scusate questo post così criptico, ma se scrivessi senza remore tutto ciò che penso più di una testa cadrebbe. Quasi sicuramente anche la mia.

Sapete com'è, ho appena ricominciato a godermi la vita, non vorrei dover rinunciare a tutto proprio ora!
  

June 11

...

 

Sofferenza psichica

8278553

C'è qualcuno là che ci aiuterà a dire BASTA?!

 

June 07

In Viaggio

 
Ho un problema. L'ennesimo.

Non riesco più a parlare, o meglio, non riesco più a descrivere le cose belle che mi accadono. Quelle che mi rendono felice. Se tra 10 anni rileggessi il mio blog penserei a questo come a un periodo molto buio. Ma non è assolutamente così! C'è stato il viaggio a Valencia, il laboratorio di teatro coi bambini, il cortometraggio che abbiamo girato in università, le puntate di lost viste con Andre, lo spettacolo col gruppo di Monica e molto molto altro.

Dai Chiara, fai uno sforzo! Prova a scrivere almeno un paio di post riepilogativi!

Respiro profondo... tre, due uno... via!

Ok, anzitutto c'è stato il viaggio a Valencia. Io, Vanessa ed Erika. Devo dire che ero in ottima compagnia!! Viaggiare con amici non è mai semplice, e il rischo di non trovarsi è molto alto. E' stato bello scoprire di avere le stesse esigenze e voler usare gli stessi ritmi nell'esplorare la città. Odio il turismo mordi e fuggi, ma anche chi si rinchiude in albergo per troppe ore al giorno. Ho amato quell'ostello tutto colorato, e la colazione a scrocco tutte le mattine. Ho amato i nostri discorsi e le nostre risate. Ho amato svegliarmi con la musica e fare scappare delle tizie inglesi mettendo su "Hey Hey". Ho amato la paella e i bocadillos. L'agua de Valencia e il BonBon. I musei futuristici e gli esperimenti scientifici. Le sculture meravigliose di un artista pazzo. I video stupidi. Il mare, anche se faceva freddo.

Ho amato un po' meno, invece, la farfalla assassina che non mi ha fatto dormire per una notte intera. La finlandese psicopatica invece mi ha inquietata un po' meno, anche se la possibilità che ci uccidesse nel sonno a quanto pare era molto elevata. Ho odiato l'orchata (bevanda tipica che non consiglio a nessuno) e i nostri peregrinaggi nella zona universitaria animata solo da ombre e presenze. Per non parlare poi di quei due inglesi che ci hanno venduto la Valencia Card (trasporti + sconti per ingresso nei musei) al modico prezzo di 15 euro invece che 18. Beh, se volevano sbolognarla in giro ci sarà stato un motivo! Era tutto raggiungibilissimo a piedi, tranne il mare, e in quanto universitari avevamo diritto a sconti maggiori rispetto a quelli che garantiva la carta. Pessimo affare!

Vi lascio con una simpatica collezioni di frasi che ci siamo appuntate la prima sera valenciana in preda ai fumi dell'alcool:

Cosa abbiamo imparato??
1) sono tutti italiani
2) sono tutti tamarri
3) sono tutti marpioni
4) non si può bere per strada
5) tutti se ne sbattono
6) meglio non prendere le zuppe
7) ma come cazzo si è vestita quella, con sto tempo...!
8) il capitalismo CREA la torta, il socialismo la DIVIDE
9) essere gay è un must
10) anche essere investiti da un'auto
11) la polizia è inutile
12) l'ostello è figo

 

 

P.S. qui potete trovare tutti i nostri video meravigliosi :P

http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.channel&channelid=379204123

http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.channel&channelid=288296754

May 28

Vibrazioni

 
In questi giorni posso dire di stare davvero bene.
Finalmente.
Non che il resto del 2008 sia da prendere e buttare in toto, chiariamoci.
Il problema è che c'erano sempre tanti però. Troppi.
Adesso invece, vedo questi però all'orizzonte, lontani, sfocati.

Davanti a me, questo spazio meraviglioso, libero e un po' selvaggio. Devo buttarmi, se voglio viverlo davvero. Però so che stavolta non sarà così difficile. Stavolta la mia scelta non è dettata dalla paura della paura, o dalla paura della solitudine, ma dalla voglia. IO HO VOGLIA DI IMMERGERMI IN QUESTO PAESAGGIO MERAVIGLIOSO. E non sono parole scontate, per me, quelle che ho appena pronunciato. E, soprattutto, non sono parole facili.

Lo voglio fare perchè sento tutt'intorno a me delle vibrazioni positive. L'anno scorso dicevo di sentirmi in comunione col mondo. In questo periodo, invece, mi sento in comunione con delle anime. Avverto la loro presenza e percepisco lo scambio d'energia che c'è tra noi tutti. Basta poco per capirsi, per entrare in comunicazione. Basta poco per danzare tutti allo stesso tempo, con lo stesso ritmo. Basta poco per sentirsi parte di qualcosa. Amo questa sensazione, e ne avevo tremendamente bisogno.

Grazie, a tutti

May 19

DRIIIIIIIIIIIIIIIIIIINNN

 
<<Chi è?>>

<<La signora Rossi?>>

<<Non proprio>>

<<....>>

<<Sono la figlia>>

<<Volevo solo che mi concedesse due minuti per spiegarle come, leggendo il libro della Creazione, ci si rende conto che Dio non può essere accusato delle colpe dell'Umani..>>

<<Temo che Dio non rientri tra le mie priorità, al momento>>

<<Scusi??>>

<<Ora come ora, Dio non è in cima alla lista dei miei pensieri>>

<<Ah.... e quando posso ripassare?!>>

 

EDIT

Lux: DRIIIIIINNNN

 

Araihc: Sì?

 

Lux: La signora Rossi?

 

Araihc: Ehm, non proprio..

 

Lux: E' la figlia per caso?

 

Araihc: Più o meno

 

Lux: Senta, non è che potrei lasciarle un opuscolo che illustra la bellezza del creato?

 

Lux: E l'utilità delle lavastoviglie?

 

Araihc: Ecco, nemmeno la bellezza del creato rientra tra le mie priorità

 

Araihc: L'opuscolo sull'utilità delle lavastoviglie magari mi farebbe più gola..

 

Araihc: A quanto lo vende?

 

Lux: Guardi, l'opuscolo è gratuito... All'interno trova anche un asciugone Regina.

 

Lux: Se poi decide di abbonarsi alla nostra rivista: "Dio ha creato le lavastoviglie" avrà un buono sconto da spendere presso mediaworld

 

May 13

Sono lei, non ho scelta?

 
Troppo cerebrale per capire
che si può star bene senza complicare il pane,
ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote ma doppiate.
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo
e quando dormo taglia bene l'aquilone,
togli la ragione e lasciami sognare,
lasciami sognare in pace...
Liberi com'eravamo ieri,
dei centimetri di libri sotto i piedi
per tirare la maniglia della porta e
andare fuori
come Mastroianni anni fa,
come la voce guida la pubblicità
ci sono stati dei momenti intensi ma li ho persi già
Troppo cerebrale per capire
che si può star bene senza calpestare il cuore,
ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi
come sulle aiuole.
Leviamo via il tappeto e poi mettiamoci dei pattini
per scivolare meglio sopra l'odio,
Torre di controllo aiuto,
sto finendo l'aria dentro al serbatoio...
Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c'e'
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma,
rimane la cera e non ci sei più...
Vuoti di memoria, non c'e' posto
per tenere insieme tutte le puntate di una storia,
piccolissimo particolare,
ti ho perduto senza cattiveria...
Libero com'ero stato ieri,
ho dei centimetri di cielo sotto ai piedi,
adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori...
come Mastroianni anni fa,
sono una nuvola, fra poco pioverà
e non c'e' niente che mi sposta
o vento che mi sposterà...

 

May 11

Les fleurs du mal

 
Varcò la soglia del palazzo.

La investì un odore vecchio, immobile, stanco. Faceva più fatica a muoversi, parlare, pensare, persino respirare.

Si guardò attorno. Vecchie sculture. vecchie colonne, vecchi soffitti. Tutto aveva quest'aria di già vissuto, già provato, già assaggiato.

La sola differenza è che un tempo la ragazza aveva investito d'amore queste cose. Forse, in quei giorni, non erano neppure così vecchie. Adesso l'amore si era trasformato in odio. O forse no, ma lei sperava che succedesse. Ogni fibra del suo essere era tesa in questa direzione. Si nutriva dell'odio che provava per le cose che un tempo aveva amato.

Il grigiore ormai la soffocava. Tutto ciò che toccava era freddo e intriso di polvere. Iniziò a pensare che forse la cosa migliore era uscire, scappare.

Ritrovare i fiori. Dov'erano finiti i fiori?

Eppure, sapeva già che non avrebbe trovato fiori più belli di quelli incisi su quelle vecchie colonne. O forse sì, forse i fiori là fuori erano effettivamente più belli, più colorati, più profumati, ma non per i suoi occhi.

Riusciva ancora a intravederne la forma, se si sforzava un po'.

Sapeva che, per destino o per scelta, era in questo palazzo che avrebbe continuato a vivere. Ma sapeva anche che sarebbe scappata, se il grigiore avesse finito per strapparle via tutta la sua linfa vitale. In quel caso sarebbe stata una questione di sopravvivenza, di vita o di morte. Lei avrebbe scelto di sopravvivere, come sempre.

Eppure, sapeva che fuggire non risolveva la cosa. Aveva amato quel palazzo più di ogni altra cosa. Aveva amato, in quel palazzo, quanto a un essere umano sia consentito amare.

Tutto l'amore non poteva essersi dissolto. Non poteva risolversi nell'odio. Sapeva che era solo questione di tempo, ma prima o poi avrebbe dovuto fare una scelta.

... fiore invernale di Mitja Bresciani

 

April 29

Futuro

 
Questo semestre frequento solo un corso. Sei ore in tutto.

Mi fanno sempre uno strano effetto i nomi dei corsi universitari. Nello specifico, questo si chiama "Pedagogia dell'animazione". E non è come credete voi!! So cosa vi state immaginando: una prof giovane e carina che sposta i banchi, mette su una cassetta e c'insegna qualche ballo di gruppo.

Beh, a dir la verità la prof è giovane e carina, e sposterebbe volentieri i banchi se non fossero inchiodati. Però non ci fa certo ballare. Il titolo del corso, per essere più fedele al contenuto, dovrebbe essere tipo:

Filosofia estetica nella letteratura, nel cinema e nelle arti visive.
Una prospettiva pedagogica.

Molto ma molto più interessante, non trovate?!

Anche perchè la prof si è nutrita a pane e Franzini (docente di Estetica in Statale, nonché uno dei maggiori capoccioni del ramo, credo) e nelle sue lezioni si sente!

Beh, e chissenefrega, direte voi. Ammesso e non concesso che siate interessati ai miei fatti personali, potreste essere lievemente turbati da queste divagazioni.

In realtà il motivo per cui dedico spazio a queste cose è molto semplice: sento il bisogno di parlarne. Forse perchè al momento queste sei ore a settimana rappresentano ciò che in assoluto mi dà più stimoli. Non tanto per i compagni