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29 novembre

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

A tutti quelli che temono (o si augurano) che io sia morta, beh, vi informo che sono viva e vegeta.

è solo che la mia vita non è mai stata così incasinata! Ehm, lo so che questa frase ultimamente la dico spesso, ma in questo periodo credo sinceramente di aver toccato il fondo!

Vi racconto una mia giornata tipo, quella di oggi per esempio, così potrete trarre da soli le vostre conclusioni.

Mi alzo, alle 7 ovviamente, come tutti i giorni lavorativi. Corro al prescuola (e corro è la parola più indicata perchè sono cronicamente in ritardo) e tra molti sbadigli faccio il mio dovere. Esco dalla scuola, vado in mac mahon, prendo il 12, mi addormento sul tram (ultimamente mi capita spesso), mi sveglio miracolosamente in duomo e scendo. Provo a prendere una scorciatoia ma forse me l'allungo. Poco male, arrivo lo stesso in uni. Ho giusto quel quarto d'ora per guardare le mail e scrivere questo post prima di andare in aula. Poi, appunto, 4 ore di lezione. Al che devo correre in Cadorna a prendere il treno, correre a dare ripetizioni, correre a casa. Saranno già le 5 quando metterò piede in casa, e alle 6 dovrò già essere a teatro a Bollate. In quella mezz'ora devo farmi la doccia e lavarmi i capelli, prendere i vestiti di scena, prepararmi qualcosa da mangiare. Parentesi sui vestiti di scena: stivalazzi alti fino al ginocchio, collant nere, minigonna nera, bustino nero, giacca di pelle nera, trucco pesante, capelli sciolti. Tranquilli, non devo girare un film porno, devo solo fare la parte della strega cattiva!! Ma andiamo avanti, dalle 6 alle 10, prove. Tra l'altro sono una sostituta, quindi non saranno neanche quelle prove rilassanti che fai in tutta tranquillità perchè sai di sapere la parte. Alle 10 e mezza tornerò a casa e mi preparerò la borsa con il cambio, il pigiama, trucchi spazzolino dentifricio e - non potevano mancare - i vestiti di scena. Poi credo che crollerò semi svenuta nel letto. Domattina invece ci si alza, alle 7, si corre al prescuola, si corre a prendere il treno, si arriva a Bollate alle 10 e un quarto con i prof che bestemmiano perchè saremmo dovuti partire alle 10, si prende il pullman e.. VIA!!

Destinazione: Genova

Scopo: rassegna teatrale

Durata del viaggio: due giorni

Ore di sonno che mi aspettano: Tre

..ma spero di divertirmi alla morte..!!

Poi, tornata a Milano crollerò! Ma ne vale la pena!

P.S. che volete che si faccia sabato sera? Si va dal regista, ovvio! Altro incontro per altro progetto. Ormai vediamo più lui dei nostri genitori  O_o

21 novembre

ta dàààà!!!

Andre è riuscito a riesumarmeloooooooooo!!!!!
Grande!!

17.10, arrivo sotto casa di Vanessa. Dlin dlon! "Chi è?" "Don Massimo!" "Non apro alla chiesa, e non vi sgancio un centesimo!" "Sono io scema!"

Dovevamo studiare insieme. Arrivo su e dopo un breve consulto decidiamo di non aver voglia di studiare (strano  ). Eppoi c'è una cosa molto più importante e urgente da fare: ripassare il copione!! Tra due settimane andiamo in scena! Due settimane?!  Madonna, a me la parte è stata data due giorni fa! Non ce la farò mai!! Tra l'altro devo anche cercare gli abiti, perchè dovrò vestirmi da gran mignotta, che non è propriamente il mio stile.
Ma torniamo a noi. Come al solito io e Vane iniziamo a crogiolarci in mille discussioni sul teatro, gli spettacoli, i personaggi, avanziamo ipotesi proposte e critiche. E poi ci guardiamo una bella puntata di dr house, che è la nostra droga personale

Il programma della serata? Andare alla città del gioco a fare una mega partitona a cluedo! Driiin: messaggino!  è Andre: "Non vengo, ho l'influenza." Affoghiamo i dispiaceri in una fetta di salmone affumicato, una di roastbeef e un po' di surimi in insalata. Poi, giusto per stare leggere, completiamo il quadro con dei bei pezzettoni di cioccolato tagliati direttamente sulla (ex) cassapanca di vanessa. Ora sembra una scultura astratta.
Driiin: messaggino!   è Giada: "Non vengo, sono stanca, tanto dovrei tornare a casa presto". Ecco, direi che la città del gioco è definitivamente saltata, a meno che non ci venga una tremenda voglia di giocare a dama, scacchi, tris o forza 4. Inutile precisare che la voglia non è mai arrivata.

Ci dirigiamo invece verso p.ta Venezia, destinazione "Elephant", la patria delle checche. Parcheggiamo in "scarico merci" (mica verranno a scaricare a quest'ora?!) e ci facciamo sorvegliare la macchina dal simpaticissimo proprietario del ristorante di fronte. Ci aspettano lì Davide e Mauro, che propongono di andare all'Afterline, locale per gay depressi soli e sfigati.  Dato che siamo profondamente masochiste acconsentiamo, ma non prima di aver passato un'oretta buona davanti all'elephant a fare public relations. Conosciamo Stefano, la protetta di Maura, che sta imparando da lui l'arte di esser gaio. Conosciamo due ragazzi molto simpatici che ci fanno un terzo grado sulle nostre preferenze sessuali.  Io a dir la verità conosco anche Mauro, che prima di sabato avevo già visto, ma solo per un centottanta secondi circa.

Ma bando alle ciance, si parte! "Mauro, tu la sai la strada, VERO?". Certo, sempre dritto! Ok, andiamo dritto. Passa una canzone. Due. Tre. Traffico. Semaforo. Otto, nove, dieci canzoni. Vediamo un cartello che c'insospettisce: Sesto San Giovanni. Eh?! Ma non dovevamo andare alla stazione centrale?!
"Scusi, per la centrale?" "Eh, è un bel pezzo, sicuri che dovete andare lì?" (no, ci divertiamo a chiedere indicazioni) "Beh, è tutto dritto fino quasi a porta Venezia.." (cazzo, ma noi siam partiti da lì!) "...poi girate a destra ed è sempre dritto" (meno male che la sapevi, eh Mauro?!  )

Entriamo nel locale. Dio mio, decisamente squallido! Ma dove siam finite?! E a quanto pare qualche anno fa era ancora peggio.  Per darmi il benvenuto un bisex ubriacone inizia a provarci, finchè con non troppa nonchalance riesco a scappare dalle sue grinfie. Decidiamo di bere per non pensare a dove siamo capitate. Il barista mi regala un cocktail a base di vodka, e meno male, perchè il mio a base di rhum fa veramente schifo! Intanto ci approcciano una serie di casi umani: un bisex che ama veder la moglie scopare con uomini e donne, una trans poco femminile ma molto simpatica, un ragazzo molto molto effeminato che se vai in bagno ti dà la salvietta per asciugarti le mani e ti spruzza un po' di profumo sul collo, un etero che adora questi posti ma che non andrebbe mai e poi mai a letto con un uomo.

Abbiamo bevuto parecchio e iniziamo ad essere brillissime, balliamo come matte, parliamo a ruota libera, ridiamo. Ad un certo punto Mauro si esibisce nella sua imitazione preferita: il ragazzo etero. Fa lo scemo con Vanessa e mi alza la maglietta davanti a tutti per vedere il reggiseno. Io ero talmente persa che mi accorgevo a stento di quello che succedeva, so solo che ballavo come non ho mai ballato in vita mia, che il mio corpo per una volta è stato libero da paure e vincoli.

Parentesi: Davide e Mauro sono proprio due belle persone!!!

Sono uscita dal locale un po' barcollante, in macchina sentivo che il mondo aveva una consistenza strana. Mi sono ubriacata?! Io?! Arriviamo a un paninaro, i ragazzi hanno fame. Io voglio solo un letto. Non resisto e mi sdraio per terra. Sul marciapiede. Tutti si preoccupano ma io rido. La ragazza dei panini mi porta una focaccia (che si pappa aggratis Vanessa), i miei amici mi caricano in macchina e mi portano a casa. Vane mi accompagna su, corro in bagno, vomito l'alcool. Mi metto a letto un po' intontita ma con ancora il sorriso sulle labbra.
Mi sono divertita tantissimo.

so' nera!

sigh.. sob.. buahhhhhhhhhhhh

Ci avevo messo un'ora buona a scrivere il mio ultimo post (era lunghetto, devo ammetterlo), e mi si è cancellatoooooooo!   

Ve lo racconto meglio: ero allegramente in uni a chiedermi che fare in quella fastidiosa ora buca. Dietro non avevo niente da studiare nè appunti da ricopiare. L'aula pc mi è sembrata il posto adatto per questo momento di scazzo esistenziale. E così sono scesa, mi sono collegata e ho iniziato a scrivere. Ho descritto minuziosamente la serata di sabato: racconto, commenti, aneddoti, flashback e una bella riflessione a conclusione del tutto. L'ora era volata, non mi restava che pubblicare il post e tornare a lezione. Già, peccato che il computer dell'uni sia impazzito e non me l'abbia fatto pubblicare nè salvare! Maledetto macintosh!! E così per salvare capra e cavoli ho provato a mandarlo via mail al caro e fidato andre. Sembrava fosse tutto a posto, son persino venute fuori le paroline miracolose: "l'e-mail è stata inviata correttamente". E poi.. e poi.. e poi andre m'informa di non averla ricevuta..!!

Che brutti momenti!!!

13 novembre

ops!

Che stupida, nel post sulle emozioni mi sono dimenticata di mettere quella principale! Beh, non si tratta certo della più intensa, ma è quella che mi ha dato l'input per scrivere tutta la pappardella!
 
Vi racconto la scena: sono in uni, con l'aria un po' spersa come al mio solito e l'abituale, gigantesco "MAH" che mi aleggia intorno. Già, perchè forse chi non mi conosce non lo sa, ma dò perennemente l'impressione di essere svampita, dubbiosa o incerta, e solo pochi eletti (forse) mi hanno visto tatuato in fronte un (!) piuttosto che un (?)
Ma torniamo a noi. Dicevo, sono in uni, cammino dando l'impressione di non andare da nessuna parte e mi guardo un po' intorno ma senza effettivamente notare niente di quel che succede. Un tizio si pianta di fronte e me e richiama la mia attenzione (cosa non particolarmente facile, tra l'altro). Appena entra nel mio campo visivo noto tre cose: 1) è orrendamente brutto, 2) ha una faccia decisamente poco simpatica, 3) sembra ancora più sperso di me. Apre la bocca e mi chiede qualcosa. Rimango spiazzata e boccheggio un po' prima di capirne il significato. Ma improvvisamente mi si fa tutto chiaro, il tizio in questione mi ha proprio chiesto "Scusa, sai dov'è la CUSL?".
(e lo vieni a chiedere a me?! No, dico, mi hai guardata in faccia?! Ti sembro una persona affidabile?! Ehi, un momento! Ma io SO dov'è la CUSL!!). "Facilissimo, sempre dritto!"
Wow! è la prima volta che qualcuno mi chiede informazioni, qui in Statale. Ma la cosa inconcepibile e affascinante è che HO SAPUTO RISPONDERGLI!! Dopo svariati mesi passati a perdermi per i corridoi e chiedere informazioni manco fossi una matricola, mi sono resa improvvisamente conto che sto iniziando ad orientarmi! Grandiosa!! Al momento mi sono quasi commossa!
Non vedo l'ora che arrivi domani per mettermi davanti all'ingresso con aria vissuta, nella speranza che qualcun'altro mi chieda informazioni.
Tò, quasi quasi ne faccio una professione!
11 novembre

...tu chiamale se vuoi

EMOZIONI...

...riuscire, finalmente, a parlare con Giada...

...riuscire, finalmente, per quei pochi minuti, a "sentire" la Ila...

...vedere il duomo splendere nella luce mattutina...

...camminare verso la metro, al buio, con tre amici...

...parlare di passioni nell'ora di linguistica...

...cedere al sonno, nell'ora di linguistica...

...ruscire, finalmente, a comunicare con Enzo...

...sentirmi inaccettata e impotente...

...essere stata scelta, tra tanti...

...essere stata invitata ad uscire...

...sentirsi bloccata nel proprio corpo...

...sapere di non essere mai stata così vicina al capire e accettare il proprio corpo...

...guardare uno spettacolo che mi tocca fino alle lacrime...

...saltare su e correre a ballare rock con Vanessa...

...ridere fino a farci mancare il respiro, in macchina, a "Novate?!?"...

...chacchierare liberamente, in "colonne", al freddo, con una ragazza appena conosciuta...

...sentire parlare Roberto...

...piangere...

...uscire insieme, il week end...

...correre diperatamete ed entrare dal retro...

...riabbracciare chi era partito...

...vedere V., stringerla, cadere con lei...

...sentirsi insofferente...

...sentirsi spersa...

...fare un favore...

...ascoltare Einaudi...

...giocare...

...avere paura...

...ricevere sorrisi...

7 novembre

novembre

schopenhauer diceva che la vita era uno stare in bilico tra due stati: da una parte l'assenza di dolore (che equivaleva al piacere, alla felicità), dall'altra il dolore.

ecco, ai primi freddi sento fino in fondo la verità di questa frase. sento la mia vita in bilico: da una parte il freddo che mi lacera la carne, dall'altra le temporanee assenze di freddo, che equivalgono alla felicità

3 novembre

...non ci posso credere...

Ma perchè le cose non vanno mai come dovrebbero? Sto maledicendo il mio lettore mp3, seduta alla scrivania, stanca di combattere una battaglia persa contro la tecnologia. Il problema è che la lista delle cose che ho maledetto in questi giorni è molto, molto lunga.

Anzitutto il mio prof di comunicazione letteraria. Una noia mortale, rischio sempre di addormentarmi con lui (e talvolta cedo clamorosamente, appoggio la testa sul banco e riemergo tra i vivi solo alla fine della lezione).

Poi, ripeto, la tecnologia

Il mio non saper guidare

La mia abilità nel NON fare qualcosa che possa rendermi felice

... da quello che ho appena scritto sembro una psicopatica senza speranza. In realtà no. Sto vivendo quasi un momento di grazia. Mi manca qualcosa, mi manca sempre qualcosa, mi stupirei del contrario, ma tutto sommato sto bene. Sono isterica, irritabile, nevrotica, instabile ma sto bene. Leggo molto, e ascolto musica mai sentita prima, e stavo iniziando a guardarmi più intorno, ad aprire gli occhi su un mondo che non fosse il mio mondo. Ho dato una sbirciatina, mi sono ritratta. E' un gioco, un tira e molla confuso, non so dove mi porterà. Sono alla ricerca, non so di cosa, di me stessa potrei dire se fossi abbastanza banale per poterlo dire.

Non ho più il tempo per pensare, ma, allo stesso tempo, penso troppo. Paradossale vero? Sono sempre stra-incasinatissima e stra-presissima, i miei mi vedono solo per poche ore alla settimana. Mi barcameno tra l'università, i miei tre corsi di teatro, i miei lavoretti, i miei amici. Esco alle 7 e mezza e non rientro mai prima delle 7 di sera, talvolta alle 10, nel week end non ne parliamo. Monica dice che chi si riempie di cose da fare è perchè ha un vuoto da riempire. Luca dice che ho una vita sentimentale disastrosa perchè sono troppo appagata sugli altri versanti. Può darsi. Perchè dovrei distruggere questo fragile equilibrio?

Giada, un anno fa esatto, mi disse "Hai degli occhi belli, ma tristi. Anche quando sorridi, c'è questo velo di tristezza che non scompare mai. Vorrei vederti innamorata. Vorrei vedere i tuoi occhi, da innamorata"

Vorrei vederli anch'io