Profil de chiara* ... Sono lei, è la mia...PhotosBlogListesPlus Outils Aide

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28 mars

Donne sull'orlo di una crisi di nervi

 
Oggi sono in paranoia stile "vorrei solo vomitare l'anima"
Oppure, magari, partire
O ancora, urlare fino a perdere la voce
Completamente
 
Oggi sono anche abbastanza misantropa
Non parlatemi se non avete qualcosa da dirmi
Grazie.
 
25 mars

intimista

Forse il vero problema non è il non accettare compromessi.
Forse il vero problema è il raccontarsi di non saper scendere a compromessi.

19 mars

Tuffo nel passato

 
Che periodo strano...

...sento di avere tantissime cosa da dire, raccontare, rielaborare, ma ho come un blocco

risuonano nella mia testa tante frasi, parole, anche qualche immagine, qualche strofa di canzone, qualche scorcio di un quadro o di una fotografia...

risuonano le parole di Tania e Grazia...

risuonano stralci del monologo che avevo interpretato un paio d'anni fa e poi semi-rimosso, e le frasi scritte da Vanessa

"Questo monologo due anni fa o poco più mi aveva rapita. A interpretarlo Chiara. Mi aveva stupita anche lei, una grande forza. Lei che era sempre un pò impacciata. Lì sprigionava energia allo stato puro. Si sentiva il suo essere donna, il suo essere forte, il suo essere folle. E' stato credo in quel momento che ho avuto la curiosità, il bisogno di conoscerla. Conoscerla davvero."

poi in questo periodo soffro di Sindrome di Stendhal cronica... quando passo dal centro e vedo il Duomo vado letteralmente in trance... mi sento una cretina, un po' come quando sono scoppiata a piangere davanti alla Gioconda!! A volte sento che c'è così tanta bellezza nel mondo che non riesco ad accettarla.. e il mio cuore.. sta per franare..
(citazione puramente casuale)

Avrei voluto scrivere tante, tantissime altre cose... del maniaco che ogni tanto mi segue e mi mette paura... dell'occupazione della mia ex scuola vista da "fuori" e del vinello mica male che ho bevuto quella mattina prima di andare in uni... del concerto di ieri sera e della faccia che aveva Andre quando siamo entrati in chiesa... della serata passata al Leonkavallo... della bella chiacchierata con la Bride, e di quella con la Erika... e di molto altro...
ma... forse lo farò quando sarò più lucida!

17 mars

Trauma infantile

"Sapete, ai miei tempi all'ITSOS facevamo delle feste, a metà tra occupazione e quei balli di fine anno molto americani... erano i primissimi anni '80, ero in prima, e come tutti i primini ero innamorato di una ragazza di quinta. Lei era bella, bellissima, la più bella della scuola, e come tutte le ragazze di quinta non ti si filava minimamente. Era l'ultima volta che la vedevo, sognavo ad occhi aperti di approcciarla o chissà, magari fare colpo. Appena sono arrivato al ballo l'ho vista appartarsi con una prof di storia, molto giovane, molto bella. Dopo qualche secondo hanno iniziato a baciarsi."
2 mars

nella scala della felicità...

... la giornata di ieri era un 9!

Mi alzo e mi preparo, frenetica, sono in ritardo come al solito. Stamattina abbiamo tre spettacoli, dobbiamo rifare Cellophane per i ragazzini dell'ITSOS. Pubblico difficile, probabilmente impegnato a sognare ragazze di quinta e giovani professoresse che si baciano appassionatamente (questa frase ha un suo perchè che forse un giorno spiegherò :P)

è dura reggere tre spettacoli nel giro di 5 ore, in passato l'abbiamo già fatto ma stavolta è diverso! Qui siamo sempre tutti in scena, e poi lo sforzo fisico ed emotivo di certi momenti è notevole.
Il primo spettacolo scivola via ma siamo poco presenti, il pubblico è moscio, la memoria va e viene. Lo consideriamo una sorta di prova, dieci minuti di pausa e siamo di nuovo in scena.
Il secondo viene bene, molto bene. Il pubblico risponde poco ma è uno spettacolo difficile per loro, diverso rispetto a quelli che vedono di solito. Chi riesce a seguirlo però viene a salutarci con gli occhi luminosi e un po' commossi!
Altra pausa di pochi minuti, la stanchezza inizia a farsi sentire, le gambe invece non le sentiamo più. Il fotografo passa a dirci di guardare di più in camera. Lo guardiamo come se fosse un lemure parlante. Vorrei dirgli che saremo troppo impegnati a non stramazzare al suolo ma ho troppa poca energia anche per questo. Una volta in scena è incredibile come le forze ti ritornino! Ovviamente non eravamo freschi come fiocchi di neve, però in qualche modo abbiamo retto. Pubblico molto attento, applauso lungo e bello e sincero, che non scorderò. Brividi.

Poi, Andre m'invita a casa sua. Sono solo pochi passi dalla scuola, ma ci trasciniamo letteralmente. Ci buttiamo sul divano e facciamo fatica anche solo ad articolare dei suoni. Non so come ma ci costringiamo ad alzarci per farci un caffè. Faccio un pasticcio a base di latte, caffè, nutella e cereali, provatelo, è una meraviglia! Libera subito l'adrenalina e l'endorfina e chissà cos'altro rimasto impigliato nel nostro cervello e ci rimette in piedi. Carichi. Ridiamo tantissimo, soprattutto pensando alle varie "papere" degli spettacoli di oggi.. i buchi.. io che cado rovinosamente e 200 persone che mi ridono in faccia.. le meravigliose toppe di Grazia.. eccetera eccetera eccetera.. 
Poi, di nuovo sul divano, ci perdiamo in discorsi meravigliosi..

Le 7 arrivano in un lampo e dobbiamo dividerci.. lui in piscina, io ancora a teatro, entrambi in quella scuola che da anni è un po' la nostra seconda casa.

Tra i reduci di Cellophane al corso serale c'eravamo solo io e Grazia e Daniele. Beh, e ovviamente anche enzo, il regista! è più stanco di noi poveretto, e così decide di premiarci. Ci guida in uno splendido rilassamento, che durerà un'ora e un quarto e che non dimenticherò tanto facilmente.
Prima, ci fa sdraiare. Ascolta il respiro, immagina di essere su una canoa, senti il tuo cuore che danza. Tutte cosa già fatte trecentomila volte. Poi il risveglio, brusco, arrivato troppo presto. Poi però enzo inizia a cantare.. e ci invita a seguirlo.. e pian piano tutti iniziamo a sussurrare.. canticchiare.. poi cantare forte quel mantra.. ci dice di unirci in un unico corpo.. lo facciamo continuando a intonare questo canto di gioia.. rimaniamo così, sdraiati gli uni sugli altri, accarezzandoci le mani, i volti, per qualche minuto. Poi, sempre avvolti nel buio, ci fa alzare e formare un cerchio. Uno alla volta, entriamo nel cerchio e cantiamo il nostro nome. Prima timidamente, poi con forza, e gli altri ci seguono, ascoltano e poi cantano creando giochi armonici mai sentiti, si creano seconde, terze, quarte voci. è una delle esperienze più liberatorie che abbia mai fatto. Cantiamo forte e ci sembra la cosa più naturale del mondo. Quando sono io a entrare nel cerchio mi torna in mente una scena. Ero in seconda superiore e il mio prof di italiano voleva forzarmi a cantare davanti ai miei compagni, non ricordo perchè. Mi ero rifiutata categoricamente e avevo giurato che non avrei mai cantato in pubblico. Non da sola. Mai. Ora sto cantando con una voce che non credevo di poter tirare fuori. Sento gli altri intonare il mio nome e mi accorgo di avere brividi meravigliosi. Giada mi stringe la mano e sorrido.

La giornata poi si è conclusa nel migliore dei modi. Io e Grazia, sotto casa mia, che scendiamo dalla macchina per salutarci e ci ritroviamo a chiacchierare per due ore, e sono le due passate quando salgo su, e non vorrei nemmeno salire ma un po' fa freddo e poi domani dovrò alzarmi alle 7, e anche se adesso sono ancora adrenalinica è meglio non esagerare sennò collasso e non sarebbe carino.

Come mai 9 e non 10?
Un po' per colpa della mia malinconia cronica che finora mi ha impedito di vivere la gioia fino in fondo.
E un po' perchè avrei voluto anche Andrea e Vanessa al mio fianco a viversi quell'atmosfera magica creata dalle nostre voci