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January 26 Lara
Lara sapeva parlare. Tutti nel villaggio ne erano a conoscenza. Spesso bussavano alla sua porta solo per sentirla parlare. Era giovane, ma non troppo. Pensava di avere trovato un equilibrio ma vigilava sempre. Quando non parlava, Lara pensava. Un giorno arrivò nel villaggio un uomo che aveva sentito parlare di lei. Faceva parte del gruppo inquisitorio del nuovo re. Doveva occuparsi di dar la caccia alle streghe, insomma. Aveva da tempo capito che la menzogna era l’arma migliore. Bussò alla porta. <<Buongiorno signora, ho sentito molto parlare di lei. Sono qui perché ho avuto una tragedia in famiglia.. è venuta a mancare mia moglie.>> <<Non mi occupo più di queste cose. Entri.>> <<In che senso non si occupa più di queste cose?>> <<Lo facevo un tempo, diversi anni fa. Bussavano alla mia porta uomini e donne inconsolabili che cercavano consolazione nelle mie parole. Ero ingenua, credevo davvero di poter cambiare il mondo. Ero anche un po’ perversa, se vogliamo. Mi nutrivo del dolore di queste persone, lo masticavo, lo assimilavo e lo risputavo fuori sotto forma di parole. Quando queste persone uscivano da casa mia, credevano davvero di essere guarite. Ma era solo una parvenza, le mie parole non erano davvero consolatorie. Era una pratica anche crudele, se vogliamo, essi nel giro di poco, pochissimo tempo risprofondavano nel buio. Qualcuno tornava da me e si instillava un rapporto di dipendenza. Vedevo che non riuscivano più a camminare con le loro gambe, ma dentro di me ero convinta che fosse la cosa giusta. Dopotutto avevano bisogno di un sostegno. Probabilmente era la via più semplice e l’ho scelta per questo.>> <<Lei quindi ammaliava le persone con le sue parole, le stregava?>> <<Sì, è esatto. Non ho mai usato formule magiche però. Usavo altri tipi di formule, frasi trite e ritrite. Amavo il loro suono. Mi rendevo conto del loro potenziale, mi rendevo conto dell’effetto che avevano sulle persone. Comunque non lo facevo per i soldi. Credo che il fascino maggiore lo esercitasse proprio la sensazione di essere indispensabile. Ero diventata una dipendenza, una droga. E sa qual è la cosa divertente? Che anch’io, senza rendermene conto, ero diventata dipendente. Avevo bisogno di tutte quelle persone che venivano a trovarmi, mi portavano doni, mi ringraziavano. E avevo bisogno di me stessa. Qualsiasi essere umano ha bisogno di se stesso, potrebbe obiettare lei. E io le risponderei che ha perfettamente ragione, ma vede, il mio bisogno era diverso. Era ossessivo, compulsivo. Distruttivo. >> Fino a quel momento, Lara e l’uomo sconosciuto erano rimasti a parlare in piedi, davanti alla porta. Solo allora Lara fece un cenno, e l’uomo la seguì. Si sedette su una vecchia poltrona, e lei gli offrì qualcosa da bere.
<<Come se n’è resa conto? Come ha capito che stava sbagliando?>> disse l’uomo dopo un paio di minuti di perfetto silenzio. <<Suonerà ridicolo, ma è stato proprio grazie a una vecchia strega. So chi è lei, nel villaggio non si parla d’altro. Stia attento al bicchiere, o rovescerà tutto a terra. Credeva davvero di poter viaggiare in incognito? Comunque io non credo nella magia, non ci ho mai creduto. Quelle che lei chiama streghe sono solo persone che hanno capito qualcosa in più di noi sugli esseri umani. Sanno come condizionarli psicologicamente. Oppure, molto più semplicemente, sanno come usare le piante, sanno manipolare la natura. Se il re fosse saggio chiederebbe loro di mettersi al suo servizio, non le perseguiterebbe di certo. In futuro probabilmente sarà così, ma non sarà comunque un bene per l’umanità. I re saranno furbi, più che saggi. Scusi, mi sono interrotta. Riprenderò il racconto. Un paio d’anni fa questa vecchia strega, che era di certo più acuta di me e lei messi insieme, mi ha sfidata a bere una delle sue cosiddette pozioni. Diceva che avrei ricevuto l’illuminazione. Come le ho già detto non credevo nella magia, e ho accettato. Appena ho mandato giù quel liquido denso e ambrato, mi sono sentita svenire. Quando ho riaperto gli occhi, la strega era scomparsa e io ero riversa sul tappeto. Ho provato ad urlare, ma non riuscivo ad emettere suono. Quello che avevo bevuto mi aveva paralizzato le corde vocali. Non so se ha letto Dante, ma quella punizione rappresentava il mio contrappasso. I primi due giorni furono un inferno, piangevo e pensavo al peggio. Poi mi sono rassegnata. Non ho mai più cercato quella vecchia strega perché dentro di me sentivo che la colpa era stata mia. Mi ero fidata e avevo sbagliato. Sa cos’è successo poi? Che un giorno, così, dal nulla, mi son messa a riflettere! Non mi era mai accaduto prima di attraversare così in profondità gli abissi della mia anima. Ho riflettuto per ore e ore, come se fossi in trance. Ho ripercorso tutta la mia vita, le mie scelte, i miei errori, Ho ripensato a tutto con lucidità. E ho deciso di cambiare.>> L’uomo risalì alla superficie. In presenza di Lara si era sentito come sott’acqua. Ora che la luce del sole lo bagnava di nuovo gli sembrava tutto molto più lucido.
Non avrebbe archiviato il caso. Quella donna lo aveva sedotto, stregato, non c’era ombra di dubbio. L’indomani mattina avrebbe mandato qualcuno a prenderla.
Avrebbe archiviato il caso. Quella donna tutto sommato aveva fatto del bene, non c’era ragione di punirla. E anche se lei sosteneva di avere sbagliato, si era comunque ravveduta. Lara andò a dormire tranquilla. Si sentiva nel giusto e sapeva che non doveva preoccuparsi. Ancora non sapeva che l’indomani la vecchia strega avrebbe nuovamente bussato alla sua porta.
Avrebbe archiviato il caso, non c’era ombra di dubbio. Anzi, forse avrebbe dovuto proporre questa donna per un’onorificenza, dopotutto era una benefattrice. Ci avrebbe pensato su. Nel frattempo Lara, alla finestra, lo guardava allontanarsi e sogghignava soddisfatta. Ci era cascato.
January 20 LaraAscolto i Queen.
Effettivamente sono maestosi, niente da dire.
Capodanno è andato. Bene :)
Mi sono scoperta cuoca sapete? Sarà stata l'attenta lettura di Harry Potter ad aiutarmi, chissà...
Mi sono anche scoperta febbricitante, ma questa è un'altra storia.
Ieri invece, all'esame di Pedagogia del Corpo, ho scoperto che mi ha interrogato un assistente che ne sapeva molto meno di me sull'argomento.
Non è scarsa modestia, è proprio vero! Questo qui sembrava piovuto dal cielo, non sapeva manco il nome ufficiale della materia, per dirne una.
Mah, son le cose belle dell'università.
Passando invece alle cose DAVVERO belle dell'università, non posso non citare il pranzo a casa della mia prof di Pedagogia dell'Animazione. Che donna meravigliosa, spero di non perdere definitivamente il contatto con lei. Cmq è certo che me la ricorderò per molti molti anni. Altro che la finta innovazione propugnata da alcuni, lei è il futuro.
Anche la Musicoterapia sarà il futuro o è solo un'illusione passeggera? Chissà, ma facci(am)o bene a provare.
La vita scorre su binari peini di fiori. Amo la routine quando non è grigia.
Mi spiace non riuscire più a scrivere tanto come un tempo, ma anche questo fa parte del gioco.
Sono felice.
Tra poco usciranno le attesissime prime due puntate della quinta serie di Lost e sarò ancora più felice :)
Mi sento in pace col mondo.
Vi lascio l'incipit di un racconto che ho scritto durante le ore di tirocinio. Ho un legame ormai sentimentale con questo testo e voglio condividerlo con voi. Non temete, presto lo pubblicherò tutto e potrete saziare la vostra inappagabile curiosità.
Lara sapeva parlare. Tutti nel villaggio ne erano a conoscenza. Spesso bussavano alla sua porta solo per sentirla parlare. Era giovane, ma non troppo. Pensava di avere trovato un equilibrio ma vigilava sempre. Quando non parlava, Lara pensava. Un giorno arrivò nel villaggio un uomo che aveva sentito parlare di lei. Faceva parte del gruppo inquisitorio del nuovo re. Doveva occuparsi di dar la caccia alle streghe, insomma. Aveva da tempo capito che la menzogna era l’arma migliore. Bussò alla porta. <<Buongiorno signora, ho sentito molto parlare di lei. Sono qui perché ho avuto una tragedia in famiglia.. è venuta a mancare mia moglie.>> <<Non mi occupo più di queste cose. Entri.>> December 28 in attesa di un post più serioso..........................ASPETTANDO CAPODANNO..........................
December 11 The first...Oggi è stata la mia prima volta.
Capisco chi dice che è imbarazzante.
Potrò un giorno capire chi dice che la prima volta non si scorda mai, ma l'ultima è sempre meglio
(almeno a livello di performance)
E' stato difficile.
Molto.
Soprattutto all'inizio, i primissimi momenti.
Mettersi a nudo così, iniziare in maniera molto titubante a fare qualcosa che tutti dicono sia naturale.
Buttarsi.
Sentire dentro di te che stai sbagliando. Sentirselo dire anche da chi è lì con te.
Forse però la situazione non è così tragica come sembrava.
"Devi solo essere meno incerta.. prova a buttarti sul serio ora"
E così mi accorgo che gli sguardi posati su di me non sono schifati ma solo un po' preoccupati.
E se provassi davvero a mettercela tutta?
Oggi è stata la mia prima volta.
La prima volta che ho cantato da sola in pubblico.
Qualcuno potrebbe obiettare. Avevo già intonato una canzone durante un monologo teatrale.
Eppure dentro di me sento che questa è stata davvero la prima volta che ho cantato, nel vero senso del termine.
Da sola.
In pubblico.
Un pubblico composto solo da due persone, ma non è questo l'importante.
Anzi, è stato bellissimo proprio per questo.
Oggi è stata la mia prima volta.
Ed è stata una delle esperienza più intense della mia vita.
November 26 Born is the king of IsraelNon mi sono mai sentita così religiosa come in questo periodo!!!
The first Noel the angel did say Oh, meraviglia delle meraviglie!! Per non parlare poi di quest'altra creazione sublime... Bach e Mozart sono due geni del male :)
November 20 19 Novembre - BibliotecaPer la prima volta nella mia vita, ho vissuto sulla mia pelle un fortissimo desiderio di maternità.
Ho accolto il flusso mestruale con un po' di sollievo e un po' di rimpianto.
Non saprei spiegare razionalmente quello che ho vissuto. Se mi avessero chiesto, a mente lucida, "Vuoi un bambino? Lo vuoi ora?" avrei risposto di no. Eppure sentivo che il mio corpo lo desiderava.
Ho 22 anni. L'età che aveva mia madre quando mi ha concepita. Probabilmente, in quel momento, mi ha passato attraverso il DNA anche il suo orologio biologico.
Proprio oggi, inizierò a prendere la pillola.
"Non dovebbe farlo", ha detto l'ematologo, "lei è a rischio".
Ma una gravidanza è ancora più pericolosa, ha continuato, scelga lei.
Ho scelto la pillola perchè nessuno vuole prendersi la responsabilità di inserirmi una spirale.
Ho scelto la pillola perchè il preservativo e il diaframma annullano la sessualità.
Ho scelto la pillola perchè se usassi ancora i metodi naturali, tutti i mesi si genererebbe in me lo stesso conflitto interiore che ho appena superato.
E ho scelto la pillola perchè è ancora presto per avere un bambino.
Razionalmente lo so. Ma il mio corpo non è d'accordo.
LSorpresa?
Lutto?
Incertezza?
Gioia?
Salto nel vuoto?
...avrò fatto bene?
Beh, intanto l'ho PRESA.
Ai posteri l'ardua sentenza
November 03 AE (sì) IO (no) U CONSONANTE (forse)Direttamente dai ricordi di Erika... VIVA LA DEMENZIALITA'!!
(Quando ce vo ce vo!)
Di seguito troverete un giochino meraviglioso che aveva fatto sbellicare la sottoscritta e la sua amica Erika più di 3 anni fa. Eravamo in un campeggio studentesco in Toscana, ad altissimo tasso alcolico (e non solo). Quel giorno non avevamo toccato nemmeno un goccio di tequila, ma probabilmente l'effetto dell'acqua di mare contaminata fa brutti effetti anche se si è astemi.
Non preoccupatevi se non riuscite a seguire il filo, in realtà è proprio perchè.. il racconto non ha un filo logico! Non preoccupatevi nemmeno se non vi fa ridere, è normale e non pregiudica nè la mia salute mentale nè la vostra.
Quasi quasi provo a spiegarvi il meccanismo del gioco.. così magari potrete divertirvi coi nipotini!
Si gioca in due o più persone, la prima formula una frase e la seconda ha la possibilità di contraddirla, poi ci si scambia il turno. Ovviamente si parte dal c'era una volta e si procede per libere associazioni
Esempio:
A) C'era una volta...
B) Una festa!
A) Sì
B) Dove?
A) Nell'oceano?
B) No
A) Nel mare!
B) Sì!
Etc etc etc.. capito il meccanismo?!
Una volta finito di tessere insieme questo racconto, abbiamo deciso di trascriverlo per lasciare ai posteri qualcosa di noi. Ora è giunto il momento. Spero che l'apprezzerete :)
<<C’ era una festa nell’oceano mare in Africa. La festa è nel mare e le donne sono vestite da sirene e gli uomini da triglie. A questo punto muoiono 40 persone. Queste persone non muoiono subito ma dopo 2 o 3 orette e continuano a festeggiare perché vogliono godersi la vita. C’è solo un sopravissuto, ma è in coma, arriva un ambulanza e lo salva.
Domande : Chi sono queste persone? Soluzione : Gli invitati alla festa erano tutti medici che stavano studiando l’ Ebola ed avevano trovato una cura. Erano in Africa perché volevano rendere pubblica la cura. Un Americano, però, ce l’aveva con questi medici perché avevano utilizzato ai loro scopi cavie umane. Sette di queste cavie erano parenti di questo americano ed erano state ridotte in coma dal virus. Erano state scelte perché incredibilmente grasse. L’ uomo ha rubato in un centro di ricerca sia la cura sia il virus. E’ arrivato in macchina ad una mongolfiera e ci è salito sopra con la macchina perché nel prendere il virus era stato leggermente contagiato. Però la mongolfiera ha perso quota, si è sbilanciata e la macchina è caduta giù con il tipo. Il tipo però è stato sbalzato fuori. Nella caduta il virus e la cura si sono mischiati, diventando un arma letale. Perciò sono tutti morti in due orette tranne lui che è caduto in coma perché era forte e grasso come i suoi parenti. Quando sono arrivati i soccorritori chiamati da gente che era sopraggiunta sulla spiaggia, hanno salvato l’ uomo in coma e non vedendo la macchina si sono dati la spiegazione che si trattasse di un alga velenosa di Genova. Morale : Se sei di Genova è inutile che vai in Africa perché anche lì troverai alghe velenose!>> November 02 ... ...La cosa più triste è che tra 10 anni rischio di non ricordarmi nulla
Something has left my life, Empty
October 24 Fermento
Creativo? Politico? Esistenziale? Amo quello che sto facendo e amo la mia vita così com'è ora. Cambiare corso di laurea è stata una delle mie scelte più felici. Lasciarmi pervadere dai sentimenti più primitivi è stata un'altra conquista meravigliosa. Due scelte di vita che rispondevano a necessità viscerali. Amo essere governata da queste forze indomabili "... il problema è, ancora un volta, il controllo"
October 14 meglio di frida kahloSo che non mi faccio sentire da secoli, e me ne duole assaj
Per farmi perdonare vi metterò questi disegni meravigliosi. DOVE? Su un treno delle FS, nella tratta Milano-Brescia Allora, in questo primo bellissimo disegno ci siamo ritratti l'un altro. Andre ha dipinto le due essenze, quella viola e gialla è Vanessa, quell'altra nera e rossa sono io. Vane ha poi ritratto Andre ('nsomma!!) e me, non male devo ammettere :) La ragazza bionda invece è la splendida Vanessa ritratta da me. Assomiglia vero?! (N.B. le scritte nere son state fotoshoppate da Vane, non sono io che ho una crisi d'identità :P )
Nei due meravigliosi disegni che seguono, invece, io e Vane ci siamo dilettate a ritrarre l'Aura. Splendida vero? Notevole soprattutto il maglioncino verde con lo scollo a V del mio disegno e gli occhi storti che le abbiamo fatto tutte e due. Abbiamo proprio l'arte nel sangue eh? Che dite, vado a fare pittura all'accademia di brera?!
September 08 6 settembre 2008 - L'Aura live@BornatoL'aura l'altra sera è stata meravigliosa.
Era da settembre dell'anno scorso che non ci regalava un concerto così.
Non che gli altri abbiano mai fatto schifo eh, a parte forse Rho che non è nemmeno lontanamente paragonabile a qualsiasi altro suo concerto, ma non per colpa sua. Il microfono era tarato male e gli strumenti assordavano.
A Bornato invece, piccolo paesino in provincia di Brescia, non ci sono stati di questi problemi.
Sul palco solo lei, e un pianoforte a coda.
Vanessa l'ha incontrata pochi minuti prima del concerto e Lei ha confessato di non sentirsi proprio al top.
Quando è salita sul palco, però, abbiamo capito subito che quella serata era speciale.
Era una Dea, bellissima, eterea.
Si è seduta al piano e ha iniziato ad intonare le sue canzoni.
Solo 14 canzoni, un'ora di piano&voce estremamente intenso.
Già la quarta canzone, "è per te", ci ha fatto brillare gli occhi di commozione e non abbiamo potuto fare altro che alzarci in piedi ad applaudirla.
Da quel momento in poi il concerto è stato un crescendo.
Piove, Cos'è, Non è una favola e Irraggiungibile sono state di una bellezza inaudita.
Ma in realtà mi sembra quasi un insulto nominare qualche canzone a discapito di qualcun'altra. L'aura ci ha uccisi. Ha dato tutta se stessa, ha cantanto al meglio.
Oltre a "è per te", però, gli attimi di emozione più intensa li ha toccati con Turn around, una canzone del tutto inattesa dedicata in chiusura ai suoi gentori, e con "il mondo" di Jimmi Fontana.
Sì, avete capito bene. Ancora adesso, se ci penso, mi vengono i brividi. Adoro le cover che ci regala. E questa in particolare è stata pura poesia. Divina.
Voglio lasciarvi una traccia di questo concerto. Come dico spesso.. prendete e godetene tutti!
September 06 NotturnoFino a qualche minuto fa morivo di sonno.
Se avessi potuto, mi sarei fatta cullare da quei ritmi di salsa&merengue.
Entro in casa. Prima ancora di trovare la forza di sbattermi sul letto, trovo il pc acceso.
Mi siedo.
Voglio scrivere un post. Devo scrivere un post.
Da molto tempo, ormai.
Ma non sono assolutamente in grado di trovare le parole.
Se adesso qualcuno mi chiedesse di scrivere un racconto fantastico per bambini sbufferei un po', penserei di non esserne in grado, mi convincerei di non avere l'ispirazione, guarderei fisso nel nulla per un po'.
Poi, improvvisamente, mi verrebbe l'illuminazione e inizierei prima a pensare, e poi a scrivere, scrivere e basta. Senza più preoccuparmi del risultato. Se ne riparlerà alla fine.
Il problema è che (purtroppo?) nessuno mi chiederà, stanotte, di scrivere un racconto, o una fiaba, o un articolo di giornale.
Sono io stessa che chiedo all'altra me stessa di scrivere un post, un certo tipo di post, da molto tempo ormai.
Forse devo solo provare a lasciarmi andare.
Apro il blog.
Fisso la pagina vuota per uno, due, tre minuti.
Nessuna immagine, nessuna frase.
Solo una parola.
Fusione.
Provo a cercare delle foto, chissà, potrebbero ispirarmi.
Oppure, potrebbero essere una via d'uscita.
Quando non riesco ad esprimermi, spesso faccio parlare le immagini.
Niente.
Con-fusione.
Vorrei solo con-fondermi, sai?
Qualcuno obietterà che sono già confusa. Ma forse non abbastanza.
Vorrei che le mie mani entrassero nella tua carne.
Vorrei che i tuoi capelli diventassero i miei.
Vorrei che i miei occhi si riempissero di te.
Vorrei assaggiare i tuoi nervi, le tue vene, il tuo sangue.
Vorrei vederti apparire, con i capelli sciolti, i disegni, la camicia.
Vorrei stringerti e chiederti di non andartene mai.
Fantasie post-adolescenziali?
Esagerazione?
Megalomania?
Rapporto insano?
Chissà...
...ma per una volta, abbiate il buon gusto di TACERE
August 27 Tempo d'Estate..!Se fossi qui con questa luna
Sarebbe meglio e tu lo sai
Non si può sempre aver fortuna
ma io non l'ho avuta mai
N-ON T-ISCO-RDAR MAA-I DI MEUEUEUE
D-ELLA PI-U' INC-ANTE-VOLE STOR-IAIA
LI-ETO FINE
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Disequilibrati
Squilibrati
Ma in perfetto equilibrio
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Soffro nel
vederti infrangere i principi sui quali era salda un’esemplare dignità. Condizione inammissibile, la discutibile urgenza per cui è indispensabile uniformarsi alla media. Si dice che ad ogni rinuncia corrisponda una contropartita considerevole, ma l’eccezione alla regola insidia la norma. Se è vero che ad ogni rinuncia corrisponde una contropartita considerevole, privarsi dell’anima comporterebbe una lauta ricompensa. -------------------------------------------------------------------------
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Segoni segugi e... sotterfugi
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Siete spaventati? E' giusto esserlo.
Ora la nebbia si dirada e vedete il liquido che si è depositato, limpido senno vitale, ora avete paura perché sapete che ogni integrità e nitore può nascere dal nero e dal velenoso, e lì ritornare, la vita cercherà di cambiarvi, scuote forte l’ampolla e vi spinge uno contro l’altro, luccioline, e dovrete lottare perché la vostra amicizia e la ricchezza e fratellanza non si disperdano, perché la fiala resti trasparente, imparate dal dolore, non temete che vi abbracci e vi contagi, portate questo senno ad Elianto e ditegli che la luna verrà a visitarlo ogni volta che vorrà, ditegli di continuare a sognare, ditegli di resistere. Che non dimentichi nessuna delle storie che ha inventato, dei personaggi che ritaglia nella mia ombra, delle città che vede in delirio, dei mostri e dei prodigi, tutto ciò che è stato mortificato è risorto, e ora traspare luminoso non per andare in paradiso, ma per restare qui tra noi, qui in poche gocce è il miracolo, sul barcollante pianeta, tutti e otto i mondi dentro una camera e su quel muro, e nello sguardo di Elianto e nei labirinti del suo male, e tutto ciò che hai immaginato un giorno ti guarirà e tutto ciò che è vero un giorno ti apparirà, ve lo spero prometto e giuro in nome di Ermete Trismegisto e del grande King Misclot e della buonanima di mio marito Talete e della legge pluriversale che ci unisce in questo paese di morti, delle teorie di Noon dal suo letto di contenzione, dell’amore tra gli umani e gli alati e della battaglia che Elianto dovrà sostenere, e per la quale io misi a frutto tutti i miei ricordi, tutti i miei dolori, tutta la mia semplice arte. -------------------------------------------------------------------------------
![]() July 27 Piccolo Delirio NotturnoLo so, sono imperdonabile.
Ormai è quasi un mese che non aggiorno più.
Sto trascurando il blog.
Perchè?
Mah, fondamentalmente perchè ho vissuto delle settimane molto piene.
E' vero, mi sono sbattuta tra le solite mille cose: lavoro, studio, amici, compere e preparativi per le vacanze. Eppure, tempo di aggiornare ne avrei avuto eccome.
Perchè non l'ho fatto quindi? Oggi scherzando ho detto che il problema è la mancanza di stimoli. Niente di più falso.
La verità è che per me la scrittura è una forma d'arte, e l'arte purtroppo nasce dalla sofferenza. Una delle mie cantanti preferite, molto tempo fa, disse che tutte le sue canzoni erano estremamente tristi perchè non riusciva a scrivere nulla quando era di buon umore. Non è un luogo comune. Forse è perchè abbiamo molti più termini per descrivere la malinconia. Forse ci frustra il non saper rendere a parole la gioia. Soprattutto il non riuscire a renderla con la stessa intensità. Forse, molto più semplicemente, quando si è felici ci si limita a vivere e ci si immerge un po' meno nelle più cupe riflessioni.
Stavolta però, mi sono un po' forzata a lasciare una piccola traccia. Domani finalmente parto, e starò via quasi un mese.. meglio farmi sentire, sennò qualcuno potrebbe anche allarmarsi e chiamare la polizia!
E ora un po' di gossip:
1) Domani parto con 4 amici (?!)
2) Destinazione: Barcellona!
3) Periodo di permanenza: 10 giorni tondi tondi
4) Giorno del rientro: esattamente il 6 agosto (per i più distratti, si tratta del giorno del mio compleanno!)
5) Meta successiva: Giungatelle, paesino in provincia di Salerno (credo)
6) Andiamo in aereo? Ma certo che no! Abbiamo deciso di spararci 10 fantastiche ore di treno!
7) Partiamo qualche giorno dopo? Ma certo che no! Correremo come disperati da Malpensa a Centrale per riuscire a prendere sto benedetto treno al volo
8) Mi accompagna lo stesso gruppetto di sventurati Barcellonesi? Ma certo che no! Ne perderemo uno per strada
9) Ci divertiremo? Ma certo che no! Ops.. ehm.. chissà! Però mi sento quasi di dire: Ma certo che sì!
Vi aspettavate un altro tipo di gossip eh birichini..?
E invece.. nada!
Ne riparleremo, forse, a settembre.
Buone vacanze a tout le monde!
<<Di te mi piace persino trovare i tuoi capelli rossi sparsi per casa perchè sono una traccia della tua presenza nella mia vita>> June 30 'Orcatroia!
Oggi è il gran giorno. Io Andre e Giada partiamo per Torino. Comunque, in un modo o nell'altro, riusciamo ad arrivare sani e salvi a Torino. Ma sudati. Molto sudati. <<Che ore sono?>> <<Le 6 e mezza>> <<E a che ora parte la navetta per Venaria?>> <<Alle 6 e 35>> <<Sti cazzi!! Corriiiii!!>> Quand'ecco che, improvvisamente... squilla il telefono. Ovviamente, poco più in là scopriamo l'esistenza di un ricco buffet (ormai ai concerti di L'Aura ci perseguita..) ma pazienza, quella corsa a rotta di collo per le emozioni che ci ha dato è valsa da sola il prezzo del biglietto (e anche molte vesciche) In realtà sul concerto in sè e per sè non c'è molto da dire. E non prendetemi alla lettera. Ci sarebbe TROPPO da dire, e questo troppo non è traducibile a parole. L'Aura è stata meravigliosa. Finalmente si sentiva bene, finalmente la band sembrava divertirsi davvero, finalmente gli strumenti non soffocavano la sua voce. Nel sito aveva annunciato di aver imparato nuovi giochetti vocali, e finalmente abbiamo potuto goderne. Peccato solo che non abbia fatto Piove. Anche se probabilmente, se l'avesse fatta, sarei morta sul colpo. Grazie L'Aura allora per avermi lasciata in vita! E poi Alanis.. beh, purtroppo è un'artista che conosco fin troppo poco e che avrei preferito apprezzare in versione acustica. Ha una carica straordinaria, emana un'energia che attrae il suo pubblico verso di lei. Non si riusciva a stare fermi sulle sedie. Non potevamo rimanere in dodicesima fila. A metà concerto eravamo seduti per terra in quarta fila, dopo i bis il pubblico si è compattato tutto in piedi sotto al palco. Lei sorrideva, non sembrava per niente turbata dalla cosa. Quelli della security un po' di più, dato che in teoria non si poteva neppure fumare in quello spazio. Alla fine eravamo tutti in mezzo metro quadrato o addirittura in piedi sulle sedie, con sigarette accese e videocamere spianate. Si potevano scattare delle foto aeree della progressione della serata e intitolare la sequenza "Il popolo narcotizzato va finalmente verso la rivoluzione". L'ultima cosa degna di nota, prima di concludere finalmente questo post lunghissimo ed estenuante, è sicuramente l'incontro con L'Aura. Adoro incontrarla, adoro parlarle. Adoro anche il suo chitarrista, che ho scoperto essere molto simpatico. Adoro sedere a un tavolino con lei, con una birra davanti e una decina di persone intorno. Oggi finalmente ce la siamo vissuta in maniera diversa. Un po' come ai vecchi tempi. E siamo felicissimi che sia andata così! 'Orcatroia!!
June 22 MONOLOGHIAMO
Allora? Cosa ne pensate?? È un personaggio geniale, non trovate? Una guida turistica cieca… lasciatemi assaporare questa mia meravigliosa idea ancora per un po’… Vi piace?! Sì beh, forse manca ancora qualcosa… Manca.. manca un FINALE!
Ma manca sempre un finale, dopotutto, anche nella realtà.
Lasciate che vi racconti una storia. È la cosa che so fare meglio… Però di solito uso l’immaginazione, invento deliranti capriole per i miei personaggi. Stavolta invece voglio raccontarvi una storia vera. La mia.
Vedete questa sigaretta? No? Beh, neanch'io, ma non importa. Moltissimi anni fa, tornando da un viaggio, decisi che doveva essere l’ultima. Non chiedetemi perché, sono follie da scrittrice, noi artisti siamo tutti un po’… un po’ così, ecco!
Questa sigaretta, l’ultima della mia vita, non l’ho mai fumata. È difficile scegliere il momento in cui fumare l’ultima sigaretta. Dev’essere un attimo speciale, no? Dev’essere tutto perfetto… e così, non ho fatto altro che attendere, attendere che il mondo si adeguasse al mio paesaggio interiore. La fumo oggi? Mannò, piove… e ieri? Ieri faceva troppo caldo. E l’altro ieri mi sentivo troppo sola, e due giorni fa avevo tutte quelle persone intorno ad annoiarmi coi loro discorsi… e tre, quattro, cinque, sette giorni fa…. Ma non è MAI il momento giusto, sapete?
E chissà, magari quando il finale arriverà davvero e non sarò io a deciderlo, quando si compirà il mio destino, avrò ancora questa sigaretta con me, intatta. Mi sarò persa qualcosa?
Sicuramente sì, ma dopotutto avrò deciso io di vivere così, non trovate?
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